Mindfulness per principianti

Jon Kabat Zinn

Non prendere i pensieri come fatto personale.

Rendersi conto che non bisogna prendere i pensieri come una faccenda personale, siano essi, buoni, brutti o cattivi, è un grande passo per riuscire ad affermare la propria vita.

Non dobbiamo credere loro. Non dobbiamo pensare a loro in termini di nostri.

Vanno semplicemente considerati come pensieri, cioè eventi nel campo della consapevolezza che sorgono e scompaiono rapidamente, che qualche volta portano comprensione, qualche altra volta un enorme carico emotivo e che possono avere un enorme impatto, nel bene e nel male, sulla nostra vita a seconda di come ci relazioniamo con essi.

Quando non prendiamo automaticamente i pensieri come un fatto personale e quindi quando non crediamo più alle storie sulla realtà che solitamente costruiamo in base a essi quando, al contrario, semplicemente li conteniamo dentro la consapevolizza, rivolgendoci a loro con un senso di curiosità e di meraviglia per il potere che possiedono, malgrado la loro inconsistenza, i loro limiti e le loro imprecisioni, se facciamo questo, ecco che proprio in quel momento (e di fatto in ogni momento) si apre la possibilità di non rimanere intrappolati nelle abituali modalità di comportamento a cui quei pensieri ci hanno fino a quel momento condotto.

Questa interruzione delle abituali reazioni comportamentali avviene quando riusciamo a relazionarci a essi, a partire dalla consapevolezza che ce li fa conoscere per quello che realmente sono: soltanto degli eventi mentali impersonali Al di là delle storie che raccontano su di noi,in quel preciso momento, noi diventiamo liberi, pronti per comportarci con maggior chiarezza e gentilezza all’interno del sempre mutevole campo degli eventi, che non è altro che il dispiegarsi della vita, non come pensiamo dovrebbe essere , ma come di fatto è.

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